Centro Mimir
Un progetto, iniziato nel 1995 con la denominazione ARCO, Arte & Letteratura, Psicologia e Comunicazione, che si propone, tanto nel mondo virtuale di Internet, quanto nel mondo reale, di facilitare l’incontro tra chi a vario titolo vive e desidera condividere disagi derivanti da problemi della salute, fisica e mentale, e di promuovere la riabilitazione psichiatrica e l’auto reciproco aiuto, con modalità e strumenti anche derivanti dalle moderne tecnologie informatiche, che favoriscano il reciproco accompagnamento e sostegno, a partire da basi culturali e da conoscenze tecniche e scientifiche condivise, con l’ausilio, per quanto è possibile, di siti, weblog, forum, chat, messenger .
Mimir (antica divinità delle Fonti) evoca la Memoria e le Memorie, personali, sociali, condivise e condivisibili.
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Diplomatici in una Lhasa dove non si vede un monaco
PECHINO – Una Lhasa dove non si vede un monaco, con le strade deserte e molti negozi chiusi: è questa la descrizione della capitale del Tibet fatta da Antonio Bartoli, il diplomatico italiano che, con quelli di altri 14 Paesi, è stato invitato dal ministero degli Esteri cinesi a visitare la città nella quale, in due settimane di rivolta, sono morte 19 persone secondo la versione cinese e un centinaio secondo fonti tibetane (il totale di “circa 140″ vittime fornito dal governo tibetano in esilio si riferisce infatti a tutte le zone a popolazione tibetana nelle quali si sono verificati dei disordini). Le autorità cinesi non hanno accettato la richiesta dei diplomatici di incontrare i monaci che giovedì scorso hanno avvicinato i giornalisti portati in visita al tempio di Jokhang denunciando le “menzogné ‘del governo e reclamando la ”libertà”. Alle richieste di informazione sulla situazione nei principali monasteri della capitale – in particolare quelli di Sera, Drepung e Ganden, dai quali il 10 marzo sono partite le prime manifestazioni – è stato risposto che “presto” saranno riaperti.
http://www.ansa.it/
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