Centro Mimir

un progetto, iniziato nel 1995 con la denominazione ARCO, Arte & Letteratura, Psicologia e Comunicazione, che si propone, tanto nel mondo virtuale di Internet, quanto nel mondo reale, di facilitare l’incontro tra chi a vario titolo vive e desidera condividere disagi derivanti da problemi della salute, fisica e mentale, e di promuovere la riabilitazione psichiatrica e l’auto reciproco aiuto, con modalità e strumenti anche derivanti dalle moderne tecnologie informatiche, che favoriscano il reciproco accompagnamento e sostegno, a partire da basi culturali e da conoscenze tecniche e scientifiche condivise, con l’ausilio, per quanto è possibile, di siti, weblog, forum, chat, messenger .
Mimir (antica divinità delle Fonti) evoca la Memoria e le Memorie, personali, sociali, condivise e condivisibili.

* Assistenza nella preparazione di Esami e Tesi
* Aiuto nello studio Scuole Primarie, Secondarie, Università, per problemi di apprendimento, linguaggio, memoria
* Aiuto e accompagnamento per persone con disabilità e/o malattie croniche e invalidanti, per uscire dall'emarginazione
* Corsi, informazioni, sostegno online
* Consultazioni e psicoterapia, individuale e di gruppo, nella sede di Brescia

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Arte e Mente Koinup

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Paola Pandolfini Photographer
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"Non si vede bene che col cuore. L'essenziale e' invisibile agli occhi".

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(Nichiren Daishonin, Il Tamburo della Porta del Tuono)

E' anche vero che "è in certi sguardi, che s'intravvede l'infinito...".

(Franco Battiato, Tutto l'Universo obbedisce all'Amore)

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InfantilMente, ovvero, Facebook fa regredire il cervello all’infanzia ? Un video in Second Life, in tema

Facebook fa regredire il cervello all’infanzia

Secondo una neurologa inglese, i social network espongono le menti giovani e adolescenti al rischio di tornare al livello infantile.

[ZEUS News - www.zeusnews.com - 25-02-2009]

Ce l’hanno tutti con Facebook: non solo fa venire il cancro (dice qualcuno) ma è in grado di far regredire i cervelli degli adolescenti e dei giovani che lo utilizzano (gli adulti sono meno esposti al rischio, perché hanno una maggiore esperienza al di fuori dei social network) allo stadio infantile: “come i bambini sono attratti da luci e rumori, hanno una bassa soglia dell’attenzione e vivono solo il presente”.

L’ipotesi è di Lady Susan Greenfield, neurologa e docente di Oxford, che ne ha parlato nientemeno che durante una seduta della Camera dei Lord.

Il problema sarebbe la velocità: passare da una schermata all’altra, da uno stimolo all’altro, in un mondo “basato sul modello dell’azione-reazione veloce” potrebbe portare il cervello ad assumere questa modalità come normale, formandolo “perché esso operi sulla stessa scala temporale”.

Dal momento però che il mondo reale ha tempi di reazione diversi, generalmente più lunghi, ecco che questa disparità forse potrebbe portare all’“insorgere di un disturbo di deficit dell’attenzione”.

In sostanza, la mente del ventunesimo secolo è pressocché infantilizzata, caratterizzata da tempi d’attenzione ridotti, tendenza al sensazionalismo, incapacità di partecipazione empatica e da un debole senso dell’identità”.

Passare tutto il tempo sui social network, insomma, aprirebbe le porte a una forma mentis che si troverebbe a disagio nel mondo reale, fatto di tempi più lunghi e di attese e in cui è necessario, a volte, concentrarsi anche a lungo su determinati argomenti, sebbene non abbiano niente di “sensazionale”.

Addirittura, una frequentazione eccessiva di Facebook e soci potrebbe generare dipendenza nei giovani, che ne trarrebbero soddifaciemnto immediato dei piaceri: “l’acuta dipendenza dal soddisfacimento concreto e immediato può esser posto in relazione con l’analogo funzionamento di quei sistemi cerebrali che giocano un ruolo nella creazione della dipendenza da droghe. Così non dev’essere sottovalutato l’elemento del piacere nell’interagire con uno schermo, quando ci arrovelliamo sul perché sia così attraente per i giovani”.

Qui il medesimo articolo riproposto, e discusso, su Facebook

http://www.facebook.com/home.php?src=fftb#/note.php?note_id=149161184122&id=112624744056&ref=nf

PROTEZIONE ACCOUNT: Facebook fa regredire il cervello all'infanzia

PROTEZIONE ACCOUNT: Facebook fa regredire il cervello all'infanzia

InfantilMente

centromimir
10 ottobre 2009

Vincent – Tim Burton (italiano)

gabrydober
25 agosto 2008

1 comment to InfantilMente, ovvero, Facebook fa regredire il cervello all’infanzia ? Un video in Second Life, in tema

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